I corsi BLSD e la figura del Soccorritore Laico
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I corsi BLSD e la figura del Soccorritore Laico

I corsi BLSD e la figura del Soccorritore Laico

28/06/2016

Fino a qualche anno fa, e in alcune realtà ancora oggi, l’opinione pubblica in Italia considerava il Primo Soccorso materia appannaggio esclusivo degli operatori sanitari. In caso di emergenza semplicemente si cercava un medico o un sanitario che fosse nei paraggi (cosa spesso improbabile), si chiamava il 118 e si attendeva l’arrivo del mezzo di soccorso, senza praticare alcuna manovra salvavita. Non era nemmeno lontanamente immaginabile che un soccorritore occasionale laico, ossia non-sanitario, potesse davvero fare la differenza.

In questi ultimi anni, invece, grazie all’incessante e capillare lavoro di formatori e istruttori, sia sanitari sia laici, alla diffusione gratuita delle manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica, e i progetti di cardioprotezione a cura di molti comuni italiani, le persone che si sono avvicinate al mondo del Primo Soccorso, hanno acquisito la consapevolezza di poter svolgere un ruolo fondamentale a beneficio di tutta la comunità.

Anche nel nostro paese sta diventando sempre più importante la figura del Soccorritore Laico, Esecutore o Operatore di Primo Soccorso, cioè di quella persona in grado di riconoscere un arresto cardiaco, allertare velocemente i soccorsi, praticare la rianimazione cardiopolmonare e utilizzare un defibrillatore semi-automatico esterno (AED o DAE).

Nel nostro paese ogni anno perdono la vita più di 70.000 persone a causa di un arresto cardiaco improvviso e almeno il 30/40% di queste potrebbe salvarsi se gli astanti prestassero soccorso nei primissimi minuti successivi alla perdita di coscienza. La tempestività dell’intervento è fondamentale: tramite la RCP, ossia 30 compressioni toraciche e 2 ventilazioni, si continua a pompare sangue e ossigeno nel circolo. L'intervento del soccorritore quindi riduce o impedisce i danni da mancato apporto di ossigeno al cervello (anossia). Infatti, è importante sapere che una persona in arresto cardiaco, quindi senza respiro e priva di coscienza, se non viene soccorsa subito, dopo 4 minuti riporterà i primi danni cerebrali (ancora) reversibili mentre, dopo 10 minuti, le lesioni diventeranno irreversibili1. Inoltre, l'uso del DAE entro due minuti dall'arresto è in grado di portare la percentuale di sopravvivenza della vittima fino al 75% (nei casi in cui il ritmo sia defibrillabile). 

Date queste premesse, appare quanto mai necessario creare una rete di protezione nelle comunità per abbattere l’inaccettabile numero decessi causati dall’arresto cardiaco. Le persone devono essere formate e addestrate in maniera adeguata al Primo Soccorso Laico.

Per conseguire il brevetto di Operatore di Primo Soccorso, occorre frequentare un corso di Basic Life Support and Defibrillation – Supporto alle Funzioni Vitali di Base e Defibrillazione Precoce Adulto-Bambino-Lattante (BLSD e P-BLSD). Si tratta di un corso certificativo in cui si apprendono le tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base (RCP), e di defibrillazione precoce con defibrillatore semi-automatico esterno (DAE), le manovre di disostruzione delle vie aeree e la posizione laterale di sicurezza (PLS).

I corsi BLSD e P-BLSD certificano i partecipanti al Primo Soccorso su vittima adulta, sul lattante (da 0 a 12 mesi d’età) e sul bambino (da 1 anno alla pubertà) e generalmente, si compongono di due parti:

- una parte teorica della durata di circa un'ora e mezza, in cui si spiega come riconoscere segni e sintomi nella vittima di arresto cardiaco, si illustrano le tecniche di rianimazione di base e di defibrillazione precoce, le manovre di disostruzione delle vie aeree e la posizione laterale di sicurezza;

- una parte di addestramento pratico della durata di circa 3 ore e mezza, in cui i partecipanti simulano il soccorso sui manichini lattante-bambino-adulto, eseguendo le manovre di disostruzione e di RCP e utilizzando un defibrillatore trainer (cioè un defibrillatore specifico per l’addestramento che riproduce fedelmente il funzionamento di un DAE simulando l’erogazione della scarica elettrica).

Durante la sessione pratica, gli allievi si addestrano calandosi in diversi scenari di emergenza. Questo fattore assume una particolare importanza al fine della memorizzazione di tutti i passaggi necessari per garantire la catena della sopravvivenza:  valutazione ambientale di possibili pericoli sulla scena di emergenza per il soccorritore stesso, valutazione dello stato di coscienza e respirazione della vittima, allertamento precoce e chiamata dei soccorsi (chiamata al 118 o 112 nel Lazio e in Lombardia), RCP e defibrillazione precoce, fino all’arrivo del Servizio Medico di Emergenza.

Per la sessione pratica, gli standard di corso prevedono che per ogni docente ci siano al massimo 6 allievi (rapporto 1:6), a garanzia di addestramento ottimale di ogni allievo.

Anche a causa dell’imminente termine ultimo (20 luglio 2016), per l’adempimento al decreto Balduzzi (DL 13/9/2012 n. 158) che obbliga tutte le società sportive dilettantistiche e professionistiche a dotarsi di defibrillatori semiautomatici e di personale formato al Primo Soccorso, nell’ultimo periodo, le realtà sportive si sono rivolte, e continuano a farlo, a centri di formazione che rilascino il brevetto di operatore BLSD.

Data l’importanza del corso, è fondamentale rivolgersi a società didattiche certificate, specializzate in corsi di Primo Soccorso e riconosciute a livello nazionale, che abbiano istruttori laici e/o sanitari qualificati, che utilizzino attrezzature didattiche di qualità (manichini per la disostruzione e manichini con funzioni avanzate per la rianimazione, defibrillatori trainer, mascherine monouso per le ventilazioni da consegnare a ogni discente) e che seguano le Linee Guida Internazionali aggiornate.

La formazione al BLSD da parte di centri di formazione certificati e competenti garantisce la presenza nel nostro paese di soccorritori laici preparati e perfettamente in grado di provvedere alla sopravvivenza di una vittima di arresto cardiaco improvviso (ACI).

Sono molti i comuni italiani virtuosi, come Montesilvano, PE (progetto “Montesilvano Sicura – Defibrillatori accessibili”) e Cecina, LI (Progetto "Cecina Cuore"), Pavia, PV (Associazione "Pavia nel Cuore"), Isola d'Elba, LI (Progetto "Salvacuore"), Orvieto, TR (Progetto "Orvieto Cittacardioprotetta"), Piacenza, PC (Progetto "Vita Piacenza") che hanno portano avanti da anni progetti di cardio-protezione a 360 gradi, provvedendo a dotarsi di defibrillatori e a certificare cittadini e forze dell’ordine al BLSD.

Significativo lo studio effettuato dopo l'avvio del Progetto "Vita Piacenza", nel 1999 nella cui area furono installati 39 defibrillatori. di cui 12 in postazioni fisse, 12 in autoambulanze e 15 su macchine della polizia e furono addestrati 1285 volontari. Durante i primi 22 mesi dall’inizio del progetto, in cui furono registrati 354 casi di arresto cardiaco improvviso, il tasso di sopravvivenza testimoniato era triplicato, passando dal 4.3% al 15.5%.2

L’obiettivo per il nostro paese è di raggiungere, su tutto il territorio nazionale, i livelli di cultura del Primo Soccorso già attuati a livello internazionale, in paesi come la Danimarca, in cui il tasso di mortalità per ACI è calato drasticamente grazie all’insegnamento del BLSD presente nei programmi scolastici e alla presenza capillare di DAE sul territorio.3

Il cammino sulla strada della cardioprotezione è già ben avviato ma è ancora lungo. Occorre diffondere la cultura del Primo Soccorso lavorando soprattutto con le nuove generazioni, collaborando con le scuole e insegnando anche ai piccolissimi pillole di prevenzione e soccorso. Solo così si potrà imprimere una vera svolta culturale al nostro paese.

Fonte: http://www.ares118.it/arresto-cardiaco.html

Fonte: "La morte cardiaca improvvisa in Italia. Dimensioni, percezioni, politiche ed impatto economico-finanziario" a cura di: Prof. Mario Del Vecchio (Professore Associato di Economia Aziendale, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi, Firenze) e Prof. Luigi Padeletti (Cattedra di Cardiologia, Istituto di Clinica Medica e Cardiologia, Università degli Studi, Firenze) 28/06/2016 www.giornaledicardiologia.it 

3Fonte: CIRCULATIONAHA.114.013122 Published online before print March 6, 2015. 

Si ringrazia l'Associazione Pavia nel Cuore per la foto di copertina.