L'attivazione dei soccorsi nelle maxi-emergenze
  • 0
    Il tuo carrello è vuoto

L'attivazione dei soccorsi nelle maxi-emergenze

L'attivazione dei soccorsi nelle maxi-emergenze

02/09/2016

Come si attivano e si coordinano i soccorsi nel nostro paese in occasione di emergenze gravi? Facciamo il punto della situazione mentre si continua a lavorare senza sosta nelle zone colpite dal devastante sisma che il 24 agosto scorso ha coinvolto le province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia e raso al suolo i comuni di Amatrice e Accumoli (RI) e il piccolo centro di Pescara del Tronto (AP). Ne parliamo con Danilo De Mattia, soccorritore volontario laico in servizio alla CRI dal 1995 e istruttore laico di BLSD - BASIC LIFE SUPPORT AND DEFIBRILLATION adulto-bambino-lattante.

Come volontario, Danilo è stato convocato dal suo Comitato CRI di appartenenza subito dopo le prime scosse e ha prestato aiuto ai cittadini di Amatrice, durante tutta la giornata del 24 agosto.

Danilo, può spiegarci come funziona l’attivazione dei soccorsi nel nostro paese?

L’attivazione dei soccorsi viene effettuata dal Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tramite Sala Italia, attiva 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno, in condizioni normali si occupa del monitoraggio di situazioni potenzialmente a rischio. A fronte di un’emergenza, a seconda del tipo e dell’entità, vengono attivate le necessarie risorse. Per quanto riguarda Croce Rossa, la collaborazione con Protezione Civile avviene mediante Sala Operativa Nazionale CRI (SON), che si avvale delle varie sale operative territorialmente competenti: Regionale, Provinciale e Locale. A quest’ultima fanno capo i Comitati Locali CRI cui appartengono i Volontari. Protezione Civile richiede a CRI le risorse necessarie per tipologia e le varie sale operative richiedono l’attivazione di risorse specifiche, grazie alla conoscenza di quelle che sono  disponibili presso ogni Comitato Locale. Il coordinamento differenzia anche l’utilizzo. La disponibilità può essere richiesta nell’immediato, e può essere il caso delle ambulanze vicine al luogo dell’evento e di quelle disponibili in poco tempo. Poi possono venire richieste altre ambulanze, squadre appiedate (SAP), Posti Medici Avanzati (PMA), attrezzature per allestire campi e cucine. Ovviamente, le partenze avvengono in maniera scaglionata, in base alla necessità e al tipo di intervento richiesto: prima il soccorso sanitario e poi, durante la giornata, la logistica.

Quali sono gli attori principali sul posto e che tipo di sinergia si crea tra CRI, Protezione Civile e Vigili del Fuoco in un'emergenza grave come l'ultimo sisma?

Diversi attori collaborano a un grande lavoro di squadra. Vigili del Fuoco si preoccupano di mettere in sicurezza il luogo dell’evento o, almeno, di lavorare quanto più in sicurezza: purtroppo nel caso di un terremoto non esiste sicurezza assoluta, ma i Vigili del Fuoco hanno competenza e preparazione per lavorare in quelle aree. CRI mette a disposizione gli SMTS, le squadre specializzate per il recupero in aree critiche. Ma queste figure esistono in tante associazioni. L’emergenza sanitaria è gestita dal 118 che allestisce e attiva Posti Medici Avanzati, veri e propri ospedali da campo per le prime cure dei pazienti. Mette a disposizione ambulanze e personale, coadiuvato da CRI, come da tante altre associazioni, il cui personale di ambulanza di occupa di trasportare i feriti dal “crash”, il punto dell’evento, fino ai PMA e da qui, una volta clinicamente stabilizzati, fino agli ospedali di destinazione. Trasporto che, per i feriti più gravi o per difficoltà logistiche, può essere effettuato in elicottero.

Le forze dell’ordine si occupano dell’ordine pubblico e della viabilità ma spesso li vediamo prestare soccorso direttamente sull’area di crash. Il Dipartimento di Protezione Civile ha il compito di coordinare tutto questo, avendo il quadro completo della situazione. Ma attenzione, fatto salvo il concetto di Dipartimento di Protezione Civile, in quanto entità, occorre anche spiegare quello di Sistema di Protezione Civile: una macchina del soccorso a cui afferiscono i tanti attori che abbiamo nominato prima. Il Sistema di Protezione Civile in Italia nasce di fatto con il terremoto del Friuli. Il Dipartimento di Protezione Civile nasce nel 1982 per dotare il Paese di un organismo capace di mobilitare e coordinare tutte le risorse nazionali utili ad assicurare assistenza alla popolazione in caso di grave emergenza.

Spesso in caso di maxi emergenze possono verificarsi mancanza di coordinamento, intoppi, ritardi e presenza di troppi attori sui luoghi del disastro, è vero?

Non entro nel merito della situazione specifica ma spesso l’onda altruistica ci spinge tutti a portare aiuto in tutti i modi possibili. Apprezzabile la buona volontà di tutti, ma occorre tenere presente che, secondo il momento e del tipo di emergenza, sono necessarie risorse specifiche e addestrate. Il lavoro deve essere svolto da personale specializzato e autorizzato. Questo per una serie di semplici motivi. Il personale specializzato è competente per muoversi e lavorare come serve e attrezzato di conseguenza. Le persone devono essere autorizzate da Protezione Civile che, in questo modo, sa chi c’è sul posto e cosa è in grado di fare. Nel caso di ulteriore catastrofe, si sa anche quali persone erano presenti sul posto e chi, eventualmente, cercare.  Le persone autorizzate sono coperte anche da tutela assicurativa.

Purtroppo l’afflusso di mezzi privati sul posto. o comunque non autorizzati, rischia di rallentare l’arrivo dei soccorsi organizzati per l’intasamento di strade di accesso che dovrebbero rimanere più libere possibile. Passata la fase di emergenza pura, c’è tempo e modo per tutti per aiutare. Tutti sono utili.

Per quanto riguarda, l’invio di beni di prima necessità, chi li autorizza e chi sono gli enti autorizzati?

Associazioni o enti locali possono essere deputate della raccolta e invio dei beni. Il tutto coordinato sempre da Protezione Civile che sa dare indicazione di cosa serva e dove destinare i beni secondo necessità.

Quali mezzi manda sul posto la CRI e come vengono allestiti al loro interno?

Croce Rossa invia diverse tipologie di mezzi e risorse:

  • Le ambulanze per l’emergenza sanitarie e i trasporti, allestite come i mezzi di emergenza 118 e con personale con qualifiche diverse (medici, infermieri, volontari) ma tutto addestrato all’emergenza sanitaria.
  • Possono essere inviate squadre appiedate di Volontari con brevetto di soccorso e abilitazione alle emergenze di Protezione Civile.
  • Tende pneumatiche per allestire i Posti Medici Avanzati con tutta l’attrezzatura necessaria ad un ospedale da campo.
  • Mezzi attrezzati per l’allestimento di campi, destinati all’accoglienza tanto dei Volontari quando delle persone terremotate.
  • Attrezzature per cucine da campo, che in poche ore dall’arrivo sono in grado di erogare migliaia di pasti per tutte le persone che si trovano a qualsiasi titolo sul posto.

Ringraziamo Danilo per il suo contributo a questo articolo e per il suo impegno nella CRI volto all'aiuto di coloro che sono in difficoltà e per il suo prezioso lavoro di Istruttore BLSD dedicato alla diffusione delle manovre salvavita.