Intervista al Presidente della Fondazione Giorgio Castelli

Intervista al Presidente della Fondazione Giorgio Castelli

27/10/2016

Intervista al Presidente della Fondazione Giorgio Castelli


In questo articolo riportiamo l'intervista al Dottor Vincenzo Castelli, Presidente di una delle realtà più attive nell'ambito della cardio-protezione nel nostro paese: la Fondazione Giorgio Castelli Onlus, nata a Roma, in memoria di uno dei due figli del Dottor Castelli, Giorgio, giovane calciatore dilettante, deceduto sul campo di gioco per un arresto cardiaco, durante un allenamento con la sua squadra il 24 febbraio 2006 a nemmeno 17 anni.

 

D: L’impegno della Fondazione è finalizzato alla cardio-protezione a 360 gradi, dalla prevenzione delle malattie cardio-vascolari alla diffusione del Basic Life Support and Defibrillation. Tante attività sono stati portate a compimento dal 2006 a oggi. Quali sono i progetti e le collaborazioni per il futuro? 

R: Nei prossimi mesi partiranno le collaborazioni con la Federazione regionale Lazio della Pallavolo e con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri per l’addestramento dei militari del Nucleo radiomobile di stanza a Roma.

D: Le attività di formazione al BLSD si rivolgono solo alle realtà sportive?

Evidentemente no. Lo sport ha la priorità, ma siamo molto attenti alle richieste che ci pervengono dai vari settori, come le scuole, gli oratori e le varie realtà professionali.

D: Quanti operatori laici BLSD sono stati formati durante questi anni e quanti DAE sono stati donati dalla Fondazione?

Abbiamo formato e certificato gratuitamente oltre 10.500 persone, sono stati donati 370 defibrillatori.

D: La Fondazione ha la sua sede a Roma ma il vostro impegno si estende anche a livello nazionale?

R: Abbiamo realizzato progetti PAD in Umbria, Abruzzo, Sardegna e Campania; l’impegno della Fondazione è noto a livello nazionale.

D: Formate al BLSD anche gli studenti nelle scuole? Se sì, da quale età?

R: Sì, formiamo gli studenti dalla maggiore età.

D: Quanto è importante secondo lei la formazione dei giovani al Primo Soccorso? 

R: Ritengo che in Italia manchi la cultura dell’emergenza e del primo soccorso: se iniziamo a farla conoscere ai giovani nel giro di qualche anno le cose andranno certamente meglio.

D: La Fondazione ha partecipato attivamente alla stesura della legge nazionale sulla defibrillazione in ambiente extra-ospedaliero. Cosa ne pensa delle continue proroghe del Decreto Balduzzi? Quanto sono costate in termini di vite umane?

R: 1210 giorni dal varo della legge per la sua completa applicazione e non è finita (altra proroga a fine novembre?). La precisa sensazione è che ci siano settori del mondo dello sport che questa legge non la vogliono applicare.

D: Nel vostro sito è presente il “1° Registro Nazionale delle Morti Improvvise in ambito sportivo”, di cosa si tratta esattamente? È un’iniziativa della Fondazione?

R: In Italia non esiste un registro delle morti cardiache inaspettate (l’unica Regione che lo possiede è il Veneto); non ci sono dati precisi a riguardo. Dal 2006 raccogliamo i dati delle morti improvvise che avvengono in ambito sportivo (la ricerca è web-based) e che sono stati pubblicati sulla rivista di Cardiologia sportiva italiana nel 2014.

D: La Fondazione ha fatto una donazione importante alla Capitale per il Giubileo. Ce ne può parlare?

R: Il Giubileo indetto da Papa Francesco sta richiamando a Roma centinaia di migliaia di pellegrini, le basiliche sono affollate e in queste situazioni l’arresto cardiaco può presentarsi con maggiore frequenza. Per tale motivo abbiamo cardio-protetto le 4 principali Basiliche giubilari posizionando altrettanti defibrillatori e addestrando 60 operatori presenti nelle postazioni di primo soccorso allestiti all’interno delle Basiliche.

D: Come immagina il futuro della Fondazione e quale vorrebbe fossero obiettivi raggiunti nel breve e lungo termine?

R: Il sogno è ovviamente quello di diffondere sempre di più la cultura dell’emergenza e del primo soccorso; ciò significherebbe salvare da morte certa molte persone, molte di più di quante ne salviamo oggi!

D: Secondo lei, a che punto è il nostro paese come percentuale di operatori laici BLSD nella popolazione e di copertura del DAE? C’è ancora molto lavoro da fare?

R: Rispetto a 10 anni fa, quando iniziammo ad approfondire l’argomento, la situazione è di certo migliorata, ma non c’è ancora stata quella penetrazione nel tessuto sociale che è davvero in grado di cambiare le cose.

D: La Fondazione tiene i corsi BLSD gratuitamente e il suo impegno è sicuramente molto oneroso. Com’è possibile sostenere le attività della Fondazione?

R: Ci sosteniamo con i proventi del 5 x 1000 e con qualche elargizione liberale (sempre più rare) e riusciamo ad andare avanti grazie alla generosa abnegazione dei nostri volontari che dedicano a questa mission il loro tempo libero.

 

Ringraziando il dottor Vincenzo Castelli per averci incontrato, auguriamo alla sua Fondazione di continuare a diffondere sempre con lo stesso impegno e successo, le regole della prevenzione e le manovre salvavita.