Una realtà emergente: il BLSD insegnato ai sordi

Una realtà emergente: il BLSD insegnato ai sordi

05/12/2016

Una realtà emergente: il BLSD insegnato ai sordi


Noi addetti ai lavori, pensiamo fermamente che il BLSD, Basic Life Support and Defibrillation vada diffuso il più possibile in tutte le comunità. La formazione alla RCP, Rianimazione Cardiopolmonare e all'utilizzo del DAE, Defibrillatore Semi-Automatico Esterno, deve essere a portata di tutti, al fine di allargare la rete di protezione rispetto a un evento grave quale l'arresto cardiaco improvviso. Questo concetto può e deve essere allargato anche a persone portatrici di handicap come i sordi, gli ipovedenti e i non vedenti. È ciò di cui si occupano da qualche anno con dedizione e passione Marta Zuddas e Luca Rotondi, Istruttori BLSD sordi del Centro di Formazione di Roma, Rewind, affiliato Salvamento Academy. In questo articolo-intervista ci parlano dell'attività che stanno portando avanti per diffondere la cultura del Primo Soccorso nella comunità sorda di tutta Italia.

D: Marta e Luca cosa fate nella vita e cosa vi ha spinto a intraprendere la professione di Istruttore BLSD?

Luca: sono un biologo con quattro Master Universitari e lavoro come impiegato nel campo della comunicazione istituzionale di una pubblica amministrazione e mi occupo, per passione e vocazione, di tutte le tipologie di emergenze riguardanti le persone sorde.

In questo periodo sto partecipando, con Marta, a un Master Universitario di secondo livello "Sicurezza Internazionale, strategie globali e maxi-emergenze sanitarie: analisi e gestione in eventi non convenzionali/International Security/Safety, Global Strategies and Medical Maxi-Emergency in the Non Conventional Events: Analysis and Management (ISSMM delta)", presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi "Tor Vergata" di Roma. La mia attività Come Istruttore BLSD è nata, circa tre anni fa, da una discussione su Facebook con Francesco Morgia (mio attuale Presidente Rewind, Formatore e Istruttore BLSD) in un post di una Consigliera comunale. L'argomento di discussione riguardava l'evitabile morte di un bambino di tre anni avvenuta in un centro commerciale di Roma Nord. In seguito a ciò, Francesco Morgia mi ha invitato ad assistere a un suo evento gratuito sulle manovre di disostruzione pediatrica, suscitando subito il mio interesse. Da lì ho deciso di iniziare, sempre sotto la sua supervisione, con il corso di Operatore BLSD e dopo 6 mesi sono diventato Istruttore BLSD. Poi, un anno fa, è nata una nuova squadra Rewind specializzata per le persone sorde grazie all'entrata di Marta Zuddas, un'altra Istruttrice sorda di Cagliari con la quale sto facendo un bel lavoro di squadra che mi rende felice.

Marta: Sono una biologa specializzata in Microbiologia e Virologia. Attualmente anche io sto partecipando al Master citato da Luca, sulla gestione degli eventi e delle maxi emergenze non convenzionali. Quando avevo tre anni, una mia amichetta è morta a causa di ostruzione da cibo. Era in macchina, seduta nel sedile posteriore e stava mangiando. Nel frattempo l'auto è stata tamponata e il cibo le ha ostruito le vie aeree; i genitori non hanno saputo intervenire e la bambina non ce l’ha fatta. Quel giorno dovevo essere presente anche io, ma il destino ha voluto che mi addormentassi (cosa che non facevo mai). Questo episodio è ancora vivo nella mia mente e ho sempre avuto il terrore di trovarmi in questa situazione. Avevo chiesto a diverse associazioni di volontariato se potevo essere parte attiva ma sono sempre stata rifiutata in quanto sorda. In seguito, ho conosciuto Luca Rotondi (già Istruttore BLSD) e non mi era sembrato vero che un sordo potesse essere Istruttore di manovre salvavita. Ho iniziato, per curiosità, a seguire un suo seminario di manovre di disostruzione, poi sono diventata operatrice BLSD e lì ho capito che volevo continuare questa strada.

Marta Zuddas

D: Vi va di illustrarci il bellissimo progetto di formazione al BLSD dei sordi intrapreso con il vostro CDF Rewind di Roma?

Il progetto ha mosso i primi passi grazie a Luca, al quale io mi sono unita in un momento successivo. Sento di dover ringraziare in primis il nostro Formatore Francesco Morgia, Presidente del Centro di Formazione Rewind, che ha creduto veramente in noi e nel nostro progetto. Tra i suoi vari meriti c'è quello di aver creduto nella nostra capacità di sostenere una platea mista di sordi e udenti. Questo progetto è nato dal fatto che noi sordi, secondo le altre associazioni, non possiamo essere abilitati all'uso del defibrillatore (DAE). Ciò è un grande errore perché, non potendo chiamare tempestivamente i soccorsi, dobbiamo essere formati e addestrati a riconoscere e a gestire un’ostruzione da corpo estraneo e/o una vittima in stato di incoscienza e che non respira.

D: Essere sordi è d’impedimento all’apprendimento delle manovre salvavita?

Essere sordi significa semplicemente non sentire, cosa che viene compensata dagli altri sensi, come per esempio, un'ottima memoria visiva. Ciò è stato pienamente dimostrato nei vari seminari e corsi in cui abbiamo integrato sordi con udenti: i sordi dopo aver visto le manovre un paio di volte e dopo una piccola difficoltà iniziale data dall'inesperienza, le eseguivano in maniera corretta e molto più velocemente rispetto agli udenti. È inoltre degno di nota il fatto che, durante un nostro corso BLSD all'Ente Nazionale Sordi di Brescia, abbiamo ricevuto la visita ispettiva da parte dell'AREU 118 della Regione Lombardia con esito favorevole. Ciò a conferma del discorso che la sordità non è assolutamente un impedimento all'apprendimento delle manovre salvavita.

D: Come si svolge un Corso BLSD rivolto ai sordi? Ci sono materiali didattici particolari che usate?

Il corso BLSD per i sordi prevede una parte teorica e una parte pratica esattamente come previsto dalle Linee Guida. La differenza sta nella comunicazione: si usa la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e un linguaggio più semplificato per far assimilare meglio alcuni concetti chiave. Tra l'altro, abbiamo notato una certa differenza tra un corso tenuto da Istruttori BLSD udenti, in presenza dell'interprete LIS, e quello tenuto interamente da noi Istruttori sordi: in questo ultimo caso la comunicazione era più efficace. Usiamo, in particolar modo, materiali che danno un'idea visiva di come vada eseguita una RCP, come per esempio il manichino Innosonian Brayden e quello elettronico. Il DAE, oltre che la voce, possiede immagini luminose che guidano l’operatore al suo corretto uso, mostrando visivamente passo per passo le procedure da mettere in pratica.

corso BLSD per i sordi

D: Ci sono diversi tipi di sordità, potete parlarcene con esattezza?

Ci sono vari tipi di sordità: ipoacusia trasmissiva, neurosensoriale che a sua volta può essere ereditaria o acquisita, mista e centrale. La sordità può essere classificata in livelli e gradi in base alla perdita uditiva misurata in decibel (dB) e ogni tipo ha bisogno di un intervento mirato. Non ci addentriamo nei dettagli, perché di competenza medica. Possiamo dire, invece, che non siamo tutti uguali, ossia il tutto dipende dal nostro percorso rieducativo, scolastico e sociale. Ci sono sordi cresciuti con il metodo oralista (come me e Luca), quelli bilingue e quelli segnanti (madrelingua LIS), ma al giorno d'oggi la condizione dei sordi è migliorata grazie alla tecnologia e ai social network che hanno incrementato la comunicazione e la socializzazione.

D: Qual è il numero di sordi formato al BLSD da quando avete iniziato la vostra attività?

In questi ultimi due anni sono stati formati più di 100 sordi in tutta Italia. A un computo globale, questo numero può essere considerato piccolo, ma per noi è una cifra considerevole perché la difficoltà maggiore è quella sensibilizzare la comunità sorda alla cultura del Primo Soccorso. Purtroppo molti sordi considerano ancora il Primo Soccorso una cosa "impossibile" e poco importante, di conseguenza c'è molta diffidenza al riguardo. Il nostro lavoro quindi consiste in primo luogo nel rivoluzionare la forma mentis dei sordi.

D: Volete parlarci dei progetti e delle collaborazioni portati avanti durante questi anni?

In questi anni abbiamo portato avanti una convenzione con la FSSI (Federazione Sport Sordi Italia) per formare nuovi operatori BLSD nell'ambito sportivo e collaboriamo con le varie sezioni provinciali dell'ENS (Ente Nazionale Sordi) e associazioni di sordi.

D: È appena uscito il cortometraggio “Un giudizio infondato” con il patrocinio del XIII municipio di Roma Capitale che vi vede protagonisti come soccorritori di una vittima di arresto cardiaco improvviso, potete parlarcene?

L'idea è nata grazie al bando di concorso pubblicato dalla segreteria CARIS (segreteria disabili) dell'Università di Tor Vergata di Roma volto a promuovere la cultura della parità e dei valori di non discriminazione (di genere, etnia e nazionalità, religione e convinzioni personali, disabilità ecc.). L’obiettivo era valorizzare le differenze per abbattere l’indifferenza.

D: Qual è il messaggio che volete trasmettere attraverso questo video?

R: Si tratta di un cortometraggio muto con i sottotitoli, gestito totalmente da persone sorde e veicola due messaggi molto importanti per noi.

- È volutamente senza audio per far capire agli udenti le nostre difficoltà nel seguire la TV senza i sottotitoli: un problema che ancora oggi è oggetto di tante controversie.

- Spiega l'importanza della conoscenza delle manovre BLSD e di diventare soccorritori in attesa del personale specializzato. Aiutare il prossimo non ha età, sesso, colore o religione. Conoscere il BLSD è un investimento culturale prezioso rivolto a tutti e ANCHE AI DISABILI. In questo particolare caso anche i SORDI possono salvare una vita!

D: Quali sono gli obiettivi che vi ponete nel breve e lungo termine con il Centro di Formazione Rewind?

R: Al momento il nostro obiettivo principale è quello di continuare a formare sempre più sordi e a far capire loro l'importanza delle manovre salvavita e, al contempo, di migliorare sempre di più la nostra formazione in modo da elevare la qualità dei nostri corsi.

Ringraziamo sentitamente Marta e Luca per averci aperto le porte di una realtà ancora poco conosciuta nel nostro paese e auguriamo loro di perseverare nella loro rivoluzione nella comunità sorda. Siamo d'accordo con voi: conoscere il BLSD è un investimento prezioso per tutti. L'unico ostacolo per un disabile all'apprendimento delle manovre salvavita è rappresentato dal pregiudizio, perché tutti sono in grado di salvare una vita.

Corso BLSD rivolto ai sordi