Aspetti legali dell'attività di Soccorritore Volontario

Aspetti legali dell'attività di Soccorritore Volontario

09/02/2018

Aspetti legali dell'attività di Soccorritore Volontario


Introduzione

Nel nostro articolo dedicato agli Aspetti legali del Primo Soccorso Laico, abbiamo visto come il comune cittadino (non professionista del soccorso) che si trovi casualmente ad agire in un’emergenza, si muova entro due articoli di legge, l’Art. 593 del Codice Penale “Omissione di Soccorso” e l’Art. 54 del Codice Penale “Stato di necessità”.

Parliamo adesso di un’altra figura molto rilevante nel Primo Soccorso, quella del Soccorritore volontario, definendone i doveri, le responsabilità e i diritti, secondo la legge italiana.

Chi è il Soccorritore volontario?

La figura del Soccorritore volontario non ha una precisa definizione giuridica ma, al fine di capirne il ruolo, possiamo iniziare con la definizione di volontario data nell’Art. 2 della legge quadro sul volontariato (266/1991):

volontario è colui che senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà presta attività in una organizzazione in modo personale, spontaneo e gratuito.”

L’art. 4 specifica che:

le organizzazioni di volontariato devono assicurare i propri aderenti contro gli infortuni e la malattia connessi allo svolgimento delle attività stesse, nonché per la responsabilità civile verso terzi.”

Un altro elemento di definizione che possiamo aggiungere, seppur in assenza di indicazioni di legge in merito alla posizione giuridica del Soccorritore volontario, è che, considerata l’attività di pubblico servizio che svolge e, in base all’accordo tra ASL e le associazioni, essa può essere equiparata a quella degli Incaricati di Pubblico Servizio.

Il volontario quindi è Incaricato di Pubblico Servizio nel momento in cui entra in servizio. Tale qualifica dura tutto il tempo del turno di servizio, secondo gli orari stabiliti dall’Associazione/Organizzazione/Ente cui appartiene.

Ne consegue che il Soccorritore volontario durante lo svolgimento del servizio convenzionato, è un incaricato di pubblico servizio, mentre il Soccorritore volontario che si trova in strada e aiuta una persona in difficoltà, in quel momento è un Soccorritore occasionale quindi non incaricato di pubblico servizio.

L’Art. 358 del Codice Penale definisce Incaricato di Pubblico Servizio chi svolge un’attività disciplinata nella stessa forma della pubblica funzione (quella dei Pubblici Ufficiali che hanno mansioni autoritative e certificative) ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest’ultima. Per esempio: il Soccorritore volontario può chiedere le generalità al paziente ma non ha potere di controllarle facendosi consegnare il documento.

È molto importante ricordare che sul piano pratico non ci sono differenze tra Soccorritore occasionale e Soccorritore volontario. Le differenze sostanziali riguardano i rispettivi obblighi legali:

Entrambi sono chiamati a rispondere di danni inflitti a persone o cose a causa di un loro comportamento doloso o colposo superficiale, ma il Soccorritore volontario può incorrere in problemi di rilevanza penale più grave.

Il Soccorritore volontario non è immune da responsabilità, se agisce con leggerezza non rispettando leggi, regolamenti e direttive. Le sue responsabilità legali sono:

Civile: la Responsabilità Civile deriva da un danno ingiusto nei confronti di qualcuno (non importa se doloso o colposo) e prevede un risarcimento economico.

Questa responsabilità è trasferibile (a differenza di quella penale) e per questo motivo i Volontari devono avere un’assicurazione che li copra. Rientra in quest’ambito anche la custodia di beni altrui che sono affidati al Soccorritore (effetti personali, occhiali, telefono ecc.).

Penale: se viola le norme del Codice Penale. La Responsabilità Penale è personale, quindi attribuibile solo a chi ha commesso il fatto.

Disciplinare: se non rispetta il regolamento e le norme previsti dall’associazione cui appartiene.

Amministrativa: se provoca danni all’Organizzazione di cui fa parte.

I doveri del Soccorritore volontario in servizio

Il Soccorritore volontario, giacché incaricato di un pubblico servizio, ha diversi obblighi imprescindibili:

Obbligo di denuncia: il Soccorritore volontario che e sa o ritiene che ci sia stato un reato, ha l’obbligo di denunciarlo alla Pubblica Autorità.

Obbligo del segreto d’ufficio o segreto professionale: il Soccorritore volontario che interviene, non deve divulgare fatti e situazioni di cui è partecipe.

Obbligo d’intervento: Il Soccorritore volontario in servizio, deve eseguire un soccorso appropriato alle condizioni della persona soccorsa. L’obbligo d’intervento permane anche quando il volontario è fuori servizio ma in tal caso, nonostante l’assenza sul luogo di presidi e materiali di soccorso che limitino la sua capacità di azione, egli non dovrà limitarsi alla semplice chiamata delle autorità, come il cittadino ‘’laico’’, ma dovrà agire in base alle proprie competenze. In caso di mancato soccorso, proprio perché ‘’fuori servizio’’, il Soccorritore volontario potrà essere accusato di Omissione di soccorso ma non di Omissione d’atti d’ufficio.

Obbligo di discrezione (privacy): il Soccorritore volontario che interviene in situazioni particolari, deve mantenere massima discrezione. La legge 675/96 sulla tutela della privacy impone che i dati sensibili non possano essere trattati (trasmessi, divulgati ecc.) senza il permesso dell’interessato. Devono quindi essere mantenuti privati dal Soccorritore durante e dopo il servizio. Potrà divulgare il segreto solo se interrogato dall’Autorità Giudiziaria.

I reati penali nei quali può incorrere il Soccorritore volontario sono:

  • Peculato

  • Abuso d’ufficio

  • Omessa denuncia

  • Esercizio abusivo di una professione (esecuzione di manovre di competenza medico-infermieristica)

  • False dichiarazioni

  • Omicidio colposo

  • Lesioni personali colpose

  • Omissione di soccorso

Esistono comunque delle cause di non punibilità che fanno cadere il carattere penale dell’azione, quali:

1) Lo stato di necessità

Art. 54 del Codice Penale: non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia stato proporzionato al pericolo.

2) L’adempimento di un dovere

Art. 51 del Codice Penale: l’esercizio di un diritto o adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità esclude la punibilità. Non è quindi punibile chi esegue un ordine legittimo!

Affinché ci sia responsabilità da parte del Soccorritore non medico devono sussistere tre condizioni:

  • Un atto illecito o di un fatto doloso o colposo.

  • Un danno alla persona (paziente).

  • Il nesso causale, ossia legame logico e consequenziale, tra comportamento dell’operatore e danno.

Il Soccorritore volontario ha colpa quando è provato che abbia agito con negligenza, imprudenza o imperizia. Si tratta di colpa generica fondata su regole di condotta non scritte e cristallizzate nel tempo.

Negligenza: non si adottano le dovute cautele. Per es.: è negligente il capo-servizio (o altro membro d’equipaggio) che non chiama la centrale operativa per comunicare al personale tecnico e sanitario le condizioni del paziente in carico e per ricevere comunicazione circa la destinazione ospedaliera capace di offrire allo stesso le cure più idonee.

Imprudenza: si agisce con leggerezza e mancanza di attenzione. Si ha imprudenza quando nonostante la regola cautelare richieda di astenersi dall’agire o di agire osservando determinati accorgimenti, il soggetto agisce invece di astenersi oppure lo fa incautamente.

Imperizia: non si applicano tutte le conoscenze e le capacità specifiche che si presumono essere tra le competenze del soccorritore:

Per un soccorritore è questo il profilo di colpa generica più sensibile, poiché dipendente dalle nozioni acquisite nei corsi propedeutici all’abilitazione di soccorritore-esecutore. Gli esempi non mancano: compressioni toraciche esterne eseguite non sul punto di repere, errato utilizzo dei presidi di mobilizzazione, ecc.

Il soccorritore non affronta in solitudine il servizio di urgenza ed emergenza. Egli è parte di un equipaggio operante su un singolo mezzo di soccorso base, che a sua volta si troverà a cooperare con mezzi di soccorso avanzato (auto medica, auto infermieristica, elisoccorso, ecc.), forze dell’ordine e pubblici ufficiali. La struttura è, quindi, fortemente gerarchizzata e piramidale grazie alla strutturazione emergente dal D.P.R. 27 Marzo 1992. […]

Partendo dall’unità “di base”, nell’ambito di ogni equipaggio di un mezzo di soccorso di base esiste la figura del caposervizio, ossia colui che coordina e “dirige” l’intervento. Nulla quaestio se si trattasse di un ruolo specificatamente delineato e regolamentato, quanto meno nelle linee guida regionali. Invece tale distinzione è posta esclusivamente a fini organizzativi, con un percorso formativo lasciato all’autonomia gestionale delle singole associazioni di pronto soccorso e volontariato.

Mancando una disciplina in tal senso cogente e positivizzata, ed essendo i membri dell’equipaggio muniti delle medesime conoscenze tecniche e sanitarie, risulta operazione ardua imputare al caposervizio una eventuale responsabilità per culpa in eligendo. Nel contesto in esame gli operatori hanno medesime competenze ed identici profili professionali, cosicché la divisione dei compiti risulta essere un fattore volto a favorire la celerità e la sicurezza delle manovre.

Più coerente rispetto ai profili sopra delineati diviene l’applicabilità della culpa in vigilando, che nel settore in esame risulta permeare l’intero equipaggio: se le conoscenze sono identiche, tutti avranno un onere di controllo sull’attività svolta dal collega. Ciò non si legga come un controllo asfissiante sul proprio “vicino”: si consideri, piuttosto, come un necessario contraltare e fattore di sicurezza che controbilancia il fattore di rischio proprio della divisione del lavoro.“

https://www.diritto.it/la-figura-del-soccorritore-in-italia-le-rilevanti-responsabilita-di-chi-e-senza-status/

I diritti del Soccorritore Volontario

Il soccorso da parte del Soccorritore volontario deve essere specifico e appropriato alle condizioni della persona.

La prassi comune indica quali sono manovre e tecniche che il Soccorritore volontario può eseguire, solo dopo aver frequentato il Corso di Primo Soccorso e aver sostenuto e superato i relativi esami di verifica:

  • Riconoscere e valutare parametri vitali e principali alterazioni.

  • Eseguire bene e con efficacia le manovre rianimatorie di base (BLS).

  • Proteggere e medicare temporaneamente le ferite.

  • Somministrare ossigeno secondo i protocolli.

  • Immobilizzare colonna, bacino e arti.

  • Praticare un’emostasi.

  • Assistere un parto in emergenza.

  • Trasportare un paziente in qualsiasi posizione egli sia, posizionandolo a seconda della patologia presunta.

  • Sottrarre un malato o un ferito a imminenti situazioni di pericolo.

  • Consegnare il paziente al personale medico trasmettendo ciò di cui è a conoscenza.

  • Auto proteggersi con l’uso dei presidi in dotazione all’ambulanza (guanti, maschere, caschi, camici ecc.).

Uno dei diritti-doveri del Soccorritore è l’adempimento delle misure di profilassi per contagio. Esistono protocolli di profilassi per evitare l’eventuale contagio (HIV, TBC, scabbia, meningite meningococcica, rabbia, esantemi infantili) di malattie per cui è prevista l’immunoprofilassi o la chemioprofilassi. In caso di rischio, il Soccorritore ha il diritto di:

  • Essere ascoltato e aiutato dal personale del Pronto Soccorso e dalla Centrale Operativa.

  • Essere assistito e seguito e curato in modo gratuito.

Il Soccorritore volontario deve saper gestire il proprio ruolo, non deve oltrepassare il limite né invadere le competenze professionali riservate a medici e infermieri, quindi NON PUÒ assolutamente:

  • Formulare diagnosi

  • Somministrare farmaci

  • Eseguire manovre invasive come intubazione, tracheotomia, drenaggi toracici o prendere una vena.

Lo stato di necessità

Come anche nel caso del Soccorritore occasionale, in ambito penale non c’è insorgenza di responsabilità nel praticare il BLS (Basic Life Support - Supporto di Base alle funzioni vitali), poiché rientra nella situazione ascrivibile allo stato di necessità (Art. 54 del Codice Penale).

L’uso di attrezzi invasivi come per es. forbici per tagliare i vestiti è considerato lecito solo se la situazione lo richieda veramente o se l’emergenza ci autorizza in piena legalità a non seguire le usuali regole.

Le responsabilità nell’intervento e nel trasporto

Il trasporto è un altro aspetto fondamentale che coinvolge il Soccorritore volontario. La responsabilità dell’equipaggio soccorritore si esaurisce nei seguenti momenti:

  1. Con la consegna del paziente ai medici o al personale sanitario del Pronto Soccorso.

  2. Con la firma dell’assistito che attesti il suo rifiuto al ricovero.

  3. Con la dichiarazione del medico intervenuto che attesti per iscritto la non necessità del ricovero.

Il Soccorritore Volontario non può compiere diagnosi di alcun tipo. Ciò è compito esclusivo del medico. Per tale ragione, il Soccorritore volontario deve eseguire la rianimazione cardiopolmonare, anche se pensa di trovarsi di fronte a un palese decesso, fino all’arrivo in PS e alla consegna del paziente al medico o fino all’arrivo sul posto del medico che ne certifichi il decesso. La rianimazione può non essere iniziata dal volontario solo in quattro specifici casi: stato avanzato di decomposizione, decapitazione, carbonizzazione e sfinimento del Soccorritore.

In caso contrario, il Soccorritore rischia la denuncia per omissione di atti d’ufficio (mentre, come già detto, l’omissione di soccorso, invece, vale solo per il Soccorritore occasionale) o addirittura per omicidio colposo qualora l’autopsia accerti un nesso di causalità tra il mancato o improprio intervento dell’equipaggio e la morte del paziente.

Se sul luogo dell’intervento si trova un medico, una volta qualificatosi, questi ha diritto di prendere il controllo della situazione senza che i Soccorritori lo ostacolino in nessun modo. Il medico deve essere invitato a salire sull’ambulanza e a portare a termine l’intervento di soccorso fino all’ospedale; nel caso questi si rifiuti, è opportuno che il Soccorritore si faccia dare le sue generalità.

Il principio del consenso alle cure

L’Art. 32 della Costituzione afferma che per sottoporre una persona a un qualsiasi trattamento sanitario, è necessario che quest’ultima manifesti chiaramente la propria volontà di affidarsi alle cure del caso. Tale consenso è valido se è dato da una persona in grado di intendere e di volere che sia stata informata con precisione sulle modalità intervento, i rischi e le conseguenze di una terapia. Si tratta del cosiddetto consenso informato.

I Soccorritori non possono in alcun modo costringere un individuo capace di intendere e di volere che rifiuti il trattamento dei Soccorritori e l’eventuale trasporto, pena la denuncia per reato di violenza privata. In questo caso, va fatto firmare il modulo di rifiuto e comunicato alla Centrale Operativa. Se il paziente non è cosciente, il consenso è ritenuto presunto, anche in caso di tentato suicidio.

Se i Soccorritori si trovano a soccorrere un minore o infermo di mente, prima di agire, devono chiedere il consenso al genitore, al rappresentante legale o al tutore. Se queste figure si oppongono al trattamento, i Soccorritori comunicano il rifiuto alla Centrale Operativa. Nel caso di TSO, invece, il consenso informato non è richiesto.

Il trattamento sanitario obbligatorio – TSO

Ci sono situazioni in cui un trattamento sanitario, preventivo o curativo, può essere reso obbligatorio. I presupposti per un TSO sono:

  • Esistenza, in un paziente, di alterazioni psichiche tali da richiedere un intervento terapeutico urgente, perché costituiscono minaccia dell’incolumità personale e dei terzi.

  • Mancanza del consenso del paziente al trattamento.

  • Mancanza di condizioni e circostanze che consentano di adottare una terapia extra-ospedaliera.

Per procedere al TSO occorrono:

  • La presenza di due medici.

  • L’autorizzazione del Sindaco.


  • La presenza delle forze dell’ordine, per la sicurezza dell’equipaggio.

I Soccorritori sul luogo del delitto

Quando i Soccorritori dell’ambulanza intervengono sulla scena del crimine, devono fare attenzione a preservare tutto ciò che si trova sulla scena per non inquinare eventuali prove. Non devono avvicinarsi sul luogo del crimine fino a che questo non sia stato reso sicuro dal personale di Pubblica Sicurezza e sino a quando gli agenti non abbiano dato loro garanzia sulla loro incolumità.

Il personale dell’ambulanza deve valutare la sicurezza della scena prima di intervenire.

In assenza di specifiche istruzioni su come avvicinarsi al paziente, i Soccorritori dovranno accedere dalla direzione ritenuta più sicura, dovranno inquinare la scena il meno possibile, e dovranno appurare una facile via di uscita in caso si pericolo imminente.

Un equipaggio ben addestrato:

  • Non calpesta macchie di sangue, bossoli e impronte.

  • Cerca di evitare di tagliare gli indumenti o lo farà lontano dai punti ove sono evidenti fori di proiettile, ferite o bruciature.

  • Dopo aver terminato il soccorso, documenta tutto ciò che si è visto o fatto.

Le norme legali per gli autisti

L’autista di ambulanza deve in primo luogo conoscere e rispettare il Codice della Strada.

Il Codice della Strada prevede che gli autisti di ambulanza nell’espletamento di servizi urgenti d’istituto (missione del 118), qualora usino congiuntamente sirena e luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare obblighi, divieti e limitazioni relativi alla circolazione, (art 140-193), le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere a eccezione di:

  • segnalazioni degli agenti di traffico

  • sensi unici di marcia

Gli autisti di ambulanza devono comunque rispettare sempre le regole di prudenza e diligenza (evitare manovre contromano, sorpassi azzardati ecc.) e mantenere il buon senso alla base di ogni comportamento, essendo responsabili della propria vita, di quella dei colleghi e del paziente.

La responsabilità di danni a terzi è demandata all’autista che valuta in prima persona le condizioni di guida e agisce di conseguenza.

Conclusioni

La trattazione di diritti, doveri, obblighi e responsabilità del Soccorritore volontario è un argomento molto vasto e complesso e, alla luce di quanto emerso, possiamo affermare che, data l’importanza del servizio che svolge e le relative responsabilità, il ruolo del Soccorritore volontario non è da sottovalutare in alcun modo. Si tratta di una figura centrale nel sistema sanitario del nostro paese, della prima figura che il cittadino incontra nel momento del bisogno, quella che affronta i momenti più concitati e delicati dell’emergenza assumendosi responsabilità e rischi notevoli e che per questo andrebbe tenuta nella giusta considerazione.

Fonti: